Il disturbo dell’adattamento appartiene al gruppo dei disturbi correlati allo stress. Si manifesta quando una persona sviluppa sintomi emotivi o comportamentali clinicamente significativi entro tre mesi da un evento stressante identificabile, e quando questi sintomi risultano sproporzionati rispetto a quanto ci si aspetterebbe dall’evento.
Criteri diagnostici
Il DSM-5 richiede: presenza di un fattore stressante identificabile, sviluppo di sintomi entro 3 mesi dall’esposizione, marcato disagio sproporzionato, compromissione del funzionamento, e sintomi che non soddisfano i criteri di un altro disturbo mentale.
Fattori stressanti tipici
Tra i più comuni: divorzi e separazioni, perdita del lavoro, diagnosi di malattia, conflitti relazionali, difficoltà economiche, e — molto frequentemente — il trasferimento in un nuovo paese. Per chi vive la vita da expat, il disturbo dell’adattamento è uno dei quadri clinici più comuni: la rottura con la rete di supporto, le barriere linguistiche e culturali, la ricostruzione dell’identità in un contesto nuovo possono sovraccaricare le risorse di adattamento. In questi casi, il supporto di un psicologo specializzato nel lavoro con expat può fare una differenza sostanziale.
Distinzione dal lutto normale e dai disturbi d’ansia
Il disturbo dell’adattamento non è una reazione normale a eventi difficili, ma una risposta che supera la soglia clinica per durata o intensità. Si colloca nel continuum dei disturbi da stress e va distinto dal lutto, dai disturbi d’ansia e dalla depressione.
Trattamento
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