...
ilmiopsi logo

Chi Siamo

Gli Psicologi

Come funziona il rimborso della Cassa Malati

Blog

Inizia con un prima valutazione gratuita

Ansia sociale: quando chiedere aiuto e quale percorso terapeutico scegliere

Ansia

Redazione MindSwiss

Professionisti appassionati che scrivono per guidarti verso il tuo equilibrio

Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica

Ultimo aggiornamento: venerdì 23 Gennaio 2026

2 3 Indice

Riassunto in poche righe...

Il disturbo d'ansia sociale (DSM-5-TR) è caratterizzato da paura persistente del giudizio in situazioni sociali o di performance, con evitamento attivo per almeno sei mesi. Si distingue dalla timidezza per cronicità e compromissione funzionale; prevalenza lifetime 5%.

2 3 Indice

Riassunto in poche righe...

Il disturbo d'ansia sociale (DSM-5-TR) è caratterizzato da paura persistente del giudizio in situazioni sociali o di performance, con evitamento attivo per almeno sei mesi. Si distingue dalla timidezza per cronicità e compromissione funzionale; prevalenza lifetime 5%.

2 3 Indice

Riassunto in poche righe...

Il disturbo d'ansia sociale (DSM-5-TR) è caratterizzato da paura persistente del giudizio in situazioni sociali o di performance, con evitamento attivo per almeno sei mesi. Si distingue dalla timidezza per cronicità e compromissione funzionale; prevalenza lifetime 5%.

L’ansia sta limitando le tue giornate?

MindSwiss è uno studio di psicologia e psicoterapia online specificamente rivolto a chi vive in Svizzera e desidera un supporto in lingua italiana (o in altre lingue madri, come il francese)

Psicoterapia coperta dalla cassa malati.
Esprimiti liberamente nella tua lingua madre.
Servizio di orientamento.

Ultimo aggiornamento: venerdì 23 Gennaio 2026

Cos’è l’ansia sociale: definizione e impatto

L’ansia sociale è una delle condizioni psicologiche più diffuse e sottovalutate nel mondo moderno. Ad oggi la consapevolezza su questo disturbo è cresciuta, ma molte persone continuano a confondere sintomi, cause e impatti. Comprendere cosa sia davvero l’ansia sociale è il primo passo per affrontarla in modo efficace.

Definizione clinica e criteri diagnostici

L’ansia sociale, secondo il DSM-5-TR, è caratterizzata da una paura marcata e persistente di trovarsi in situazioni sociali o di performance dove si teme il giudizio degli altri. Tale paura deve durare almeno sei mesi e risultare sproporzionata rispetto al reale rischio di valutazione negativa. I principali criteri diagnostici includono:

  • Ansia intensa in situazioni come parlare in pubblico, mangiare davanti ad altri, usare bagni pubblici: caratteristiche tipiche della fobia sociale, che compromette le interazioni quotidiane
  • Evitamento attivo di queste situazioni o sopportazione con forte disagio
  • Impatto significativo sulla vita sociale, lavorativa o scolastica

Spesso, chi soffre di ansia sociale riconosce che la propria paura è irrazionale, ma non riesce a controllarla. Esistono due forme principali: quella generalizzata, che coinvolge molteplici contesti, e quella specifica, legata a performance particolari. Le statistiche più recenti indicano una prevalenza annua del 2,8% e una lifetime del 5% nella popolazione generale [Disturbo d’ansia sociale secondo il DSM-5-TR].

Differenza tra ansia sociale e timidezza

La timidezza è un tratto di personalità comune, spesso transitorio, che tende a ridursi con l’età e raramente limita significativamente la vita quotidiana. L’ansia sociale, invece, è un disturbo clinico che persiste nel tempo e può peggiorare se non trattato. Entrambe possono presentare sintomi simili, come rossore o battito accelerato, ma il livello di compromissione è molto diverso.

Chi soffre di ansia sociale evita attivamente situazioni in cui potrebbe essere osservato o giudicato, rischiando di rinunciare a opportunità importanti, come esprimere i propri bisogni in famiglia o partecipare a colloqui di lavoro. Senza intervento, il rischio di cronicizzazione aumenta, così come la paura del giudizio e la tendenza all’autosvalutazione. Spesso, la difficoltà a chiedere aiuto è accentuata dal timore di essere giudicati anche dagli specialisti.

Esempi di situazioni tipiche e impatto quotidiano

Le persone con ansia sociale affrontano difficoltà in molte situazioni quotidiane. Parlare in pubblico, presentarsi a sconosciuti o sostenere un colloquio può diventare fonte di stress intenso. L’evitamento di feste, eventi o nuove conoscenze porta spesso a isolamento sociale e riduzione delle opportunità sia sentimentali sia professionali.

Alcuni rinunciano a relazioni o avanzamenti di carriera per paura di esporsi, mentre altri sviluppano sintomi secondari come depressione o ricorrono ad alcol e sostanze per gestire l’ansia. Testimonianze cliniche mostrano come la qualità della vita venga fortemente compromessa, soprattutto nei giovani adulti, fascia in cui l’incidenza dell’ansia sociale è particolarmente elevata.

Sintomi dell’ansia sociale: come riconoscerla

Riconoscere i sintomi dell’ansia sociale è il primo passo per affrontare il disturbo in modo efficace. I segnali possono essere molteplici e coinvolgere corpo, mente e comportamenti quotidiani, spesso impattando la qualità della vita. Comprendere come questi sintomi si manifestano, secondo i criteri diagnostici, permette di distinguere l’ansia sociale da altre condizioni simili e di intraprendere un percorso terapeutico adeguato.

Sintomi somatici, cognitivi e comportamentali

L’ansia sociale si esprime attraverso una combinazione di sintomi fisici, pensieri disfunzionali e comportamenti di evitamento. Secondo il DSM-5-TR, la presenza di questi sintomi per almeno sei mesi, con disagio marcato e sproporzionato rispetto al rischio reale, rappresenta un criterio essenziale per la diagnosi.

Sintomi fisici frequenti:

  • Rossore al volto
  • Sudorazione eccessiva
  • Tachicardia
  • Tremori e tensione muscolare
  • Nausea o mal di stomaco

Sintomi cognitivi tipici:

  • Paura intensa di essere criticati o umiliati
  • Tendenza all’autosvalutazione e a sovrastimare il giudizio altrui
  • Ereutofobia (paura di arrossire)
  • Pensieri automatici negativi, come “fallirò sicuramente”

Comportamenti osservabili:

  • Evitamento attivo di situazioni sociali (feste, presentazioni, colloqui)
  • Uso di alcol per gestire l’ansia
  • Difficoltà a mantenere il contatto visivo
  • Ricerca di lavori isolati o poco esposti

Molte persone mettono in atto comportamenti di sicurezza, come parlare poco o sedersi in fondo alle stanze, per ridurre l’ansia sociale. Tuttavia, l’evitamento crea un paradosso: offre sollievo immediato ma rafforza il disagio nel lungo termine. Se vuoi approfondire i sintomi e scoprire strategie pratiche di gestione, puoi leggere anche Sintomi e strategie di gestione dell’ansia sociale.

Diagnosi differenziale: cosa non è ansia sociale

Distinguere l’ansia sociale da altri disturbi è fondamentale per impostare la terapia più efficace. Spesso viene confusa con:

  • Agorafobia (paura degli spazi aperti o affollati)
  • Disturbo di panico (crisi improvvise di ansia intensa)
  • Disturbo evitante di personalità (evitamento generalizzato)
  • Disturbo dismorfobico corporeo (preoccupazione per difetti fisici immaginari)

La valutazione clinica approfondita, basata sui criteri DSM-5-TR e su scale standardizzate, permette di evitare diagnosi errate che potrebbero portare a terapie inappropriate. Le comorbidità più frequenti sono depressione e abuso di sostanze. Segnali di allarme come isolamento estremo, pensieri autolesionisti o cambiamenti improvvisi nel comportamento richiedono un approccio multidisciplinare e tempestivo.

Quando e perché chiedere aiuto

Chiedere aiuto per l’ansia sociale è spesso difficile, poiché la paura di essere giudicati può estendersi anche agli specialisti. Tuttavia, rivolgersi a un professionista è consigliato quando il disagio compromette la vita sociale, lavorativa o familiare.

I segnali che indicano la necessità di una valutazione specialistica includono:

  • Evitamento persistente di situazioni sociali importanti
  • Rinunce a opportunità di crescita personale o professionale
  • Sintomi che si protraggono oltre sei mesi

Una diagnosi precoce aiuta a prevenire la cronicizzazione e favorisce un recupero più rapido. Solo una minoranza cerca aiuto spontaneamente, per questo il supporto di familiari e amici nel riconoscere i sintomi dell’ansia sociale è prezioso. Un intervento tempestivo può migliorare significativamente la qualità della vita e restituire fiducia nelle proprie capacità.

Cause e fattori di rischio dell’ansia sociale

Le cause dell’ansia sociale sono complesse e coinvolgono una combinazione di fattori genetici, neurobiologici, psicologici e ambientali. Studi clinici indicano che una predisposizione familiare può aumentare il rischio, soprattutto se in famiglia sono presenti altri disturbi d’ansia. Dal punto di vista neurobiologico, alterazioni nei livelli di serotonina e una maggiore reattività del sistema limbico contribuiscono all’iperattivazione delle aree cerebrali coinvolte nelle emozioni sociali.

Esperienze infantili come traumi, episodi di bullismo o un ambiente familiare ipercritico possono rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo dell’ansia sociale. Anche il contesto culturale gioca un ruolo chiave: società che enfatizzano il giudizio sociale o la performance aumentano la pressione sugli individui più vulnerabili. Esempi clinici mostrano come ragazzi cresciuti in ambienti altamente competitivi siano più soggetti a sviluppare sintomi persistenti, secondo i criteri diagnostici del DSM-5-TR.

Origini biologiche, psicologiche e sociali

Le componenti ereditarie sono spesso rilevanti: chi ha parenti con ansia sociale presenta maggiore probabilità di svilupparla. Dal punto di vista diagnostico, è importante valutare la presenza di sintomi per almeno sei mesi, come previsto dal DSM-5-TR. I fattori neurobiologici includono la disfunzione del sistema serotoninergico, spesso riscontrata nei pazienti con ansia sociale.

Tra le esperienze psicologiche, spiccano l’esposizione a bullismo, la mancanza di supporto emotivo e l’ipercriticismo. In contesti urbani, dove la pressione sociale è più intensa, la prevalenza dell’ansia sociale risulta più alta. Differenze di genere mostrano una leggera maggioranza nei soggetti di sesso femminile.

Tabella riassuntiva delle cause:

Fattore Esempio pratico
Genetico Familiarità per ansia sociale
Neurobiologico Alterazione serotonina
Psicologico Bullismo, critica eccessiva
Sociale/Ambientale Cultura del giudizio, ambiente urbano

Fattori di mantenimento e aggravamento

L’evitamento delle situazioni temute rappresenta uno dei principali meccanismi di mantenimento dell’ansia sociale. Questo comportamento, seppur offrendo un sollievo momentaneo, impedisce al soggetto di sperimentare esiti positivi e rinforza la convinzione di non essere all’altezza.

I pensieri catastrofici, come “sbaglierò sicuramente” o “tutti mi giudicheranno”, alimentano un ciclo vizioso che aggrava i sintomi. Nel 2026, la pressione esercitata dai social media e dalla comunicazione digitale contribuisce a rafforzare l’autosvalutazione e la paura del giudizio. Comportamenti di sicurezza come evitare il contatto visivo, parlare a bassa voce o isolarsi peggiorano la qualità della vita.

Strategie cognitive efficaci comprendono la ristrutturazione dei pensieri disfunzionali e l’utilizzo di tecniche di mindfulness, che aiutano a ridurre l’impatto delle emozioni negative. È fondamentale distinguere l’ansia sociale da altre condizioni, come il disturbo evitante di personalità o la fobia specifica, attraverso un’accurata valutazione clinica.

Diagnosi precoce e prevenzione

Riconoscere i segnali precoci dell’ansia sociale in età infantile o adolescenziale è cruciale per prevenire la cronicizzazione del disturbo. Tra i sintomi iniziali si osservano:

  • Ritrosia a parlare in classe o a socializzare
  • Evitamento di attività di gruppo
  • Paura marcata del giudizio degli altri

Interventi preventivi, come programmi scolastici sull’autostima e sulla gestione delle emozioni, risultano efficaci. La sensibilizzazione sociale e il coinvolgimento di pediatri e insegnanti sono elementi chiave. Campagne informative e supporti digitali favoriscono l’accesso alle cure.

Secondo dati recenti sulla salute mentale in Italia, la diffusione di ansia sociale e depressione tra i giovani è in aumento, sottolineando l’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva. Strategie di monitoraggio regolare e il supporto di figure adulte di riferimento possono fare la differenza nel percorso di crescita.

L’ansia sta limitando le tue giornate?

MindSwiss è uno studio di psicologia e psicoterapia online specificamente rivolto a chi vive in Svizzera e desidera un supporto in lingua italiana (o in altre lingue madri, come il francese)

Psicoterapia coperta dalla cassa malati.
Esprimiti liberamente nella tua lingua madre.
Servizio di orientamento.

Diagnosi dell’ansia sociale: percorso e strumenti

Riconoscere correttamente l’ansia sociale è il primo passo per affrontarla in modo efficace. Il percorso diagnostico si basa su criteri clinici definiti, strumenti validati e un’attenta valutazione differenziale. L’obiettivo è distinguere il disturbo da altre condizioni e impostare il trattamento più adatto.

Valutazione clinica e criteri DSM-5-TR

La diagnosi di ansia sociale richiede una raccolta anamnestica dettagliata e l’utilizzo di scale standardizzate. Secondo il DSM-5-TR, i criteri principali includono:

  • Paura marcata e persistente di situazioni sociali o prestazionali (durata ≥ 6 mesi)
  • Ansia sproporzionata rispetto al rischio reale
  • Evitamento attivo o intenso disagio nelle situazioni temute
  • Compromissione significativa della vita sociale, lavorativa o relazionale

Gli specialisti utilizzano strumenti come il Social Phobia Inventory (SPIN) e la Liebowitz Social Anxiety Scale (LSAS) per quantificare la gravità dei sintomi. Durante la valutazione, possono essere poste domande come: “Quanto spesso eviti di parlare in pubblico?” o “Provi disagio nell’essere osservato mentre mangi?”. L’osservazione comportamentale aiuta a cogliere segnali non verbali tipici dell’ansia sociale, come il rossore o la difficoltà a mantenere il contatto visivo.

Diagnosi differenziale e comorbidità

Non sempre l’ansia sociale si manifesta in modo isolato. È fondamentale distinguere il disturbo da altre condizioni come agorafobia, disturbo di panico, disturbo evitante di personalità e fobie specifiche. Un errore diagnostico può portare a terapie inefficaci.

Le comorbidità più frequenti includono depressione, abuso di sostanze e disturbi alimentari. Talvolta sono presenti sintomi sovrapposti che richiedono un’attenta valutazione multidisciplinare. Ad esempio, una persona può mostrare evitamento sociale sia per ansia sociale sia per una fobia specifica, ma la motivazione sottostante sarà differente.

La raccolta di informazioni dalla famiglia e la valutazione del rischio suicidario completano il quadro diagnostico. Nei casi più complessi, il confronto tra più specialisti permette di ridurre il rischio di errori e di offrire un percorso terapeutico integrato.

Il ruolo della psicoeducazione nella diagnosi

La psicoeducazione è un elemento chiave nella diagnosi dell’ansia sociale. Spiegare al paziente la natura del disturbo, i sintomi e le possibili terapie aiuta a ridurre lo stigma e a favorire il coinvolgimento attivo nel percorso di cura.

Materiali informativi, incontri di gruppo e il supporto di specialisti qualificati aumentano la consapevolezza e la motivazione al trattamento. Strategie cognitive come la ristrutturazione dei pensieri disfunzionali e la mindfulness possono essere introdotte già in questa fase, preparando il terreno per la terapia.

Incoraggiare chi soffre di ansia sociale a prenotare un appuntamento con uno psicologo rappresenta spesso il punto di svolta verso il cambiamento. Il supporto tempestivo e trasparente costituisce una risorsa preziosa anche per le famiglie.

Strategie pratiche e terapie efficaci per superare l’ansia sociale

Superare l’ansia sociale richiede interventi mirati e strategie validate scientificamente. In questa sezione vengono presentate le opzioni terapeutiche più efficaci, con esempi pratici, criteri diagnostici di riferimento e soluzioni innovative per affrontare realmente il disturbo.

Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): l’approccio d’elezione

La terapia cognitivo-comportamentale rappresenta il trattamento di prima scelta per l’ansia sociale secondo i criteri diagnostici del DSM-5-TR. Questo approccio si concentra sull’identificazione e la modifica dei pensieri disfunzionali che alimentano la paura e il disagio nelle situazioni sociali.

Tra le tecniche più efficaci vi sono l’esposizione graduale alle situazioni temute e la desensibilizzazione sistematica. Ad esempio, il role playing permette di simulare conversazioni o presentazioni pubbliche in un ambiente protetto. L’uso di diari dei pensieri aiuta a monitorare i progressi e a riconoscere i miglioramenti nel tempo.

Studi clinici dimostrano che la CBT, integrata con tecnologie innovative come la realtà virtuale, favorisce una riduzione significativa dell’ansia sociale. La psicoeducazione e la ristrutturazione cognitiva sono strumenti fondamentali per comprendere e superare il disturbo.

Strategie cognitive per alleggerire l’ansia sociale

Le strategie cognitive mirano a ridurre l’impatto dell’ansia sociale intervenendo sui pensieri automatici negativi. Un primo passo consiste nell’identificare convinzioni come “verrò sicuramente criticato” o “non sono all’altezza”, per poi sostituirle con valutazioni più realistiche e costruttive.

La pratica della mindfulness e l’accettazione delle emozioni sono strumenti validati per gestire l’ansia sociale. Tecniche di respirazione, rilassamento muscolare e visualizzazione di scenari positivi aiutano a sviluppare una maggiore auto-compassione. Esempi pratici includono esercizi di auto-valutazione e la valorizzazione dei piccoli successi quotidiani.

Per approfondire esercizi pratici di mindfulness utili nella gestione dell’ansia sociale, è possibile consultare questa guida: Mindfulness in Svizzera: esercizi pratici.

Terapie farmacologiche: quando sono utili

Le terapie farmacologiche vengono considerate per l’ansia sociale nei casi di sintomi gravi o quando le strategie psicologiche non risultano sufficienti. Secondo i criteri diagnostici internazionali, gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) rappresentano la prima scelta. I beta-bloccanti, invece, possono essere utili per gestire l’ansia da performance, come parlare in pubblico.

È fondamentale valutare rischi e benefici: le benzodiazepine possono creare dipendenza e vengono prescritte solo per periodi limitati. La scelta del farmaco e la sua integrazione con la psicoterapia devono essere supervisionate da uno specialista. I dati clinici confermano che la combinazione di farmaci e CBT aumenta le probabilità di remissione dell’ansia sociale.

MindSwiss: psicoterapia online in svizzera per l’ansia sociale

MindSwiss offre un servizio di psicoterapia online altamente qualificato per il trattamento dell’ansia sociale in Svizzera. Il team è composto da psicologi e psicoterapeuti autorizzati, con percorsi personalizzati e approcci basati sulla CBT.

Un vantaggio significativo è la possibilità di accedere a sedute rimborsabili dall’assicurazione di base LAMal. La piattaforma garantisce servizi in italiano, facilitando il dialogo e la comprensione. Per chi desidera approfondire il funzionamento della psicoterapia online e i criteri di rimborso, è disponibile una guida dettagliata: Psicoterapia online e LAMal: come funziona.

Il primo colloquio è gratuito e il supporto nell’iter amministrativo assicura un accesso semplice e flessibile alle cure per l’ansia sociale.

Strategie quotidiane e auto-aiuto

Affrontare l’ansia sociale nella quotidianità richiede pazienza e costanza. Tecniche di esposizione graduale, come partecipare a brevi incontri o parlare con una persona nuova ogni settimana, sono strumenti concreti per ridurre il disagio. La gestione dell’ansia anticipatoria può essere supportata da esercizi di rilassamento e meditazione.

Costruire una rete di supporto sociale, anche attraverso gruppi online, facilita il percorso di miglioramento. L’utilizzo di app per monitorare i progressi aiuta a mantenere la motivazione. È importante riconoscere che i piccoli passi sono essenziali e che, in caso di difficoltà persistenti, è consigliabile integrare il supporto di uno specialista.

Vivere senza ansia sociale: consigli per il futuro

Affrontare l’ansia sociale e vivere senza le sue limitazioni è un percorso possibile e realizzabile. Consolidare i progressi e prepararsi al futuro significa adottare strategie preventive, conoscere le nuove opportunità terapeutiche e saper accedere alle risorse giuste. Un approccio scientifico, ma anche narrativo e pratico, permette di mantenere la motivazione e la fiducia nel cambiamento.

Prevenzione delle ricadute e mantenimento dei risultati

Per mantenere i risultati ottenuti nella gestione dell’ansia sociale, è fondamentale monitorare i segnali di ricaduta e consolidare le nuove abitudini. Secondo i criteri diagnostici, la durata dei sintomi deve essere superiore a sei mesi, ma anche dopo un percorso terapeutico efficace è importante continuare l’autovalutazione.

Esempi di routine utili includono la partecipazione regolare a piccoli eventi sociali, la pratica della comunicazione assertiva e l’uso di esercizi di rilassamento. La prevenzione si basa anche sul coinvolgimento di una rete di supporto, come gruppi di auto-mutuo aiuto o follow-up con il terapeuta. L’automonitoraggio, tramite diari delle emozioni, aiuta a riconoscere cambiamenti e prevenire il ritorno di schemi di evitamento.

Nuove frontiere nel trattamento dell’ansia sociale nel 2026

Nel 2026, le innovazioni tecnologiche stanno rivoluzionando i percorsi terapeutici per l’ansia sociale. Tra le strategie più efficaci troviamo la terapia cognitivo-comportamentale integrata con realtà virtuale, l’uso di app per la gestione dei pensieri disfunzionali e la mindfulness digitale. Approcci come l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) permettono una maggiore personalizzazione dei trattamenti.

Recenti studi evidenziano la validità di terapie integrate, come la combinazione di CBT con tecniche EMDR per affrontare traumi e ansia, approfondite in questa guida su EMDR per ansia e trauma. La collaborazione tra specialisti e piattaforme digitali offre percorsi più accessibili e inclusivi. Questi strumenti non sostituiscono la diagnosi differenziale, ma la rafforzano, permettendo una valutazione più precisa e interventi tempestivi.

Risorse utili e supporti disponibili

Per chi desidera superare l’ansia sociale, è essenziale conoscere le risorse a disposizione. Ecco una tabella di riferimento:

Risorsa Descrizione
Associazioni di settore Supporto, informazioni, gruppi di aiuto
App per la gestione dell’ansia Monitoraggio sintomi, esercizi guidati
Libri e manuali Approfondimenti su strategie cognitive
Gruppi di auto-mutuo aiuto Incontri online e in presenza
Elenco specialisti Psicologi e psicoterapeuti qualificati

Quando si sceglie un percorso terapeutico, è utile confrontare approcci e chiedere referenze. La consulenza di uno specialista esperto in ansia sociale garantisce diagnosi accurata e strategie di trattamento basate su evidenze, facilitando il mantenimento dei risultati nel tempo.

Abbiamo visto insieme quanto l’ansia sociale possa condizionare il lavoro, le relazioni e il benessere quotidiano, ma anche quanto sia possibile affrontarla con strategie concrete e supporto specializzato. Se ti riconosci nei sintomi descritti e senti che è il momento di prenderti cura di te, sappi che non sei solo: ricevere un aiuto qualificato può davvero fare la differenza. Presso MindSwiss trovi psicologi e psicoterapeuti madrelingua che ti ascolteranno con empatia e professionalità, anche online, ovunque tu sia in Svizzera.
Se vuoi iniziare un percorso mirato, puoi prenota un appuntamento di valutazione.

Perche scegliere MindSwiss?

Psicoterapia coperta dalla cassa malati.
Esprimiti liberamente nella tua lingua madre.
Servizio di orientamento.

Prenota un colloquio di orientamento

L’orario è orientativo, serve solo ad aiutarci a contattarti nel momento più adatto per te.
Caselle di spunta

Con prescrizione medica valida, il percorso di psicoterapia è rimborsabile dall’assicurazione obbligatoria di base (LAMal). Il colloquio valutativo ti permette di orientarti e ricevere tutte le informazioni utili per il rimborso da parte della tua cassa malati.