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Disturbo istrionico di personalità: segnali e terapia

Disturbi di personalità

Redazione MindSwiss

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Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica

Ultimo aggiornamento: martedì 24 Marzo 2026

2 3 Indice

Riassunto in poche righe...

Il disturbo istrionico di personalità (HPD) è un disturbo del Cluster B del DSM-5 caratterizzato da emotività teatrale, bisogno costante di attenzione e relazioni intense ma superficiali. Spesso egosintonico, va distinto dal narcisistico e richiede valutazione psicoterapeutica specialistica.

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Riassunto in poche righe...

Il disturbo istrionico di personalità (HPD) è un disturbo del Cluster B del DSM-5 caratterizzato da emotività teatrale, bisogno costante di attenzione e relazioni intense ma superficiali. Spesso egosintonico, va distinto dal narcisistico e richiede valutazione psicoterapeutica specialistica.

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Riassunto in poche righe...

Il disturbo istrionico di personalità (HPD) è un disturbo del Cluster B del DSM-5 caratterizzato da emotività teatrale, bisogno costante di attenzione e relazioni intense ma superficiali. Spesso egosintonico, va distinto dal narcisistico e richiede valutazione psicoterapeutica specialistica.

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Ultimo aggiornamento: martedì 24 Marzo 2026

Disturbo istrionico di personalità: cosa significa davvero e come affrontarlo

A cura della Redazione MindSwiss — MindSwiss.ch

C’è chi vive ogni stanza come un palcoscenico. Non per vanità, non per calcolo — ma perché il silenzio degli altri sembra un vuoto impossibile da sostenere. Se ti è capitato di sentire che le tue emozioni corrono troppo in fretta, che hai bisogno dello sguardo altrui per sentirti reale, o che le tue relazioni partono intense e poi si svuotano, potresti riconoscerti in alcune dinamiche legate al disturbo istrionico di personalità. In questo articolo proviamo a capire insieme cosa significa, come si manifesta e quali percorsi terapeutici possono accompagnare un cambiamento.

Che cos’è il disturbo istrionico di personalità

Il disturbo istrionico di personalità (Histrionic Personality Disorder, HPD) è un disturbo di personalità appartenente al Cluster B del DSM-5, lo stesso gruppo che include il disturbo borderline, il narcisistico e l’antisociale. La parola “istrionico” deriva dal latino histrio, che significa attore — e già l’etimologia racconta qualcosa di essenziale: chi convive con questo disturbo tende a esprimere le proprie emozioni in modo teatrale, intenso e spesso sproporzionato rispetto alla situazione.

Secondo le stime della letteratura internazionale, il disturbo istrionico interessa circa il 2–3% della popolazione generale e il 10–15% della popolazione clinica (fonte: MSD Manuals). In Svizzera, dove secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) fino a un terzo della popolazione è colpito ogni anno da una malattia mentale e solo la metà di queste persone accede a un percorso di cura, i disturbi di personalità restano spesso sotto-diagnosticati — anche per la loro natura egosintonica, cioè per il fatto che chi ne soffre fatica a riconoscere i propri pattern come problematici.

Come si riconosce: i segnali nella vita quotidiana

Il disturbo istrionico non si manifesta come un singolo sintomo, ma come un modo ricorrente di stare nelle relazioni, di esprimere le emozioni e di percepire se stessi. Alcuni segnali si fanno notare prima di altri.

La persona si sente profondamente a disagio quando non è al centro dell’attenzione. Non è semplice bisogno di compagnia — è un vuoto che diventa intollerabile. Per colmarlo, può ricorrere a comportamenti seduttivi in contesti dove non sarebbero appropriati, non tanto per desiderio sessuale autentico, quanto per ottenere una conferma di esistere nello sguardo dell’altro.

Le emozioni cambiano rapidamente e con grande intensità. Chi osserva dall’esterno può avere l’impressione di una recita, ma dall’interno la sofferenza è reale: è la regolazione emotiva a essere fragile, non la sincerità dell’esperienza. Il linguaggio è spesso ricco di superlativi ma povero di dettagli concreti — un modo di comunicare che il DSM-5 definisce “impressionistico”.

Le relazioni iniziano con grande intensità ma tendono a restare superficiali. La persona può considerare un rapporto molto più intimo di quanto sia realmente, creando aspettative che portano a delusioni ricorrenti. Questo ciclo — entusiasmo, idealizzazione, svuotamento — è uno dei motivi principali per cui chi ha un disturbo istrionico arriva in terapia, spesso dopo anni di relazioni insoddisfacenti.

I criteri diagnostici del DSM-5

Per formulare una diagnosi, un professionista della salute mentale verifica la presenza di almeno cinque tra le seguenti caratteristiche, emerse in modo stabile dalla prima età adulta e in contesti diversi:

  • Disagio marcato quando non si è al centro dell’attenzione
  • Interazioni caratterizzate da seduttività inappropriata al contesto
  • Espressione emotiva mutevole e superficiale
  • Uso costante dell’aspetto fisico per attirare attenzione
  • Stile comunicativo impressionistico, privo di dettagli
  • Teatralità e autodrammatizzazione
  • Elevata suggestionabilità
  • Tendenza a percepire le relazioni come più intime di quanto siano

La diagnosi richiede sempre una valutazione contestualizzata: alcuni comportamenti possono essere influenzati da norme culturali specifiche e non vanno confusi con tratti di personalità non patologici. È importante anche considerare il confine tra carattere e personalità — non ogni tratto drammatico o espressivo indica un disturbo.

Disturbo istrionico e diagnosi differenziale: le differenze con altri disturbi

Il Cluster B raccoglie disturbi che condividono tratti di emotività intensa e instabilità relazionale, ma le motivazioni sottostanti sono diverse. Distinguerli è fondamentale per orientare il percorso terapeutico.

Il disturbo narcisistico di personalità condivide la ricerca di attenzione, ma con una differenza chiave: la persona narcisista desidera specificamente ammirazione e riconoscimento di superiorità, mentre la persona istrionica accetta qualsiasi forma di attenzione, anche quella che la mette in una luce poco lusinghiera.

Il disturbo borderline di personalità presenta anch’esso instabilità emotiva, ma con un’intensità maggiore, un’immagine di sé più fragile e frequenti comportamenti autolesivi. Chi ha un disturbo istrionico, in genere, mantiene un’opinione di sé più stabile e utilizza l’emotività come strumento relazionale più che come espressione di una disregolazione profonda.

Il disturbo dipendente di personalità condivide il bisogno dell’altro, ma lo esprime attraverso sottomissione e remissività, mentre il disturbo istrionico lo esprime attraverso performance e teatralità.

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Le radici del disturbo: cosa contribuisce al suo sviluppo

Come per tutti i disturbi di personalità, non esiste una causa unica. Il disturbo istrionico emerge dall’intreccio di fattori biologici, esperienze precoci e dinamiche relazionali.

Sul piano familiare, un ambiente in cui l’attenzione veniva erogata in modo inconsistente — presente solo quando il bambino “performava” o appariva in un certo modo — può contribuire a consolidare il pattern. Se l’unico modo per ottenere riconoscimento era essere brillanti, divertenti o attraenti, il bambino apprende che il proprio valore dipende interamente dalla reazione dell’altro. Anche stili genitoriali eccessivamente indulgenti o privi di limiti chiari sono stati associati allo sviluppo di tratti istrionici.

I modelli di attaccamento giocano un ruolo significativo: un attaccamento insicuro — in cui la disponibilità emotiva del caregiver era imprevedibile — può lasciare un’impronta duratura nel modo di cercare vicinanza e rassicurazione in età adulta.

La ricerca neuroscientifica suggerisce inoltre che possano esistere differenze nella regolazione dei neurotrasmettitori e nell’attivazione di aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione emotiva, anche se queste evidenze sono ancora oggetto di studio.

Pattern emotivi disturbo istrionico

L’impatto su relazioni e lavoro

Le conseguenze più visibili del disturbo istrionico si concentrano nell’area relazionale. Le relazioni partono con un’intensità che può sembrare una connessione profonda, ma che spesso è più una performance che un’intimità autentica. I partner possono sentirsi inizialmente affascinati e poi emotivamente esauriti dalla costante richiesta di attenzione. Questo genera un circolo in cui il bisogno di conferma cresce proprio quando l’altro inizia a prendere distanza — una dinamica che può sfociare in quella che viene comunemente chiamata dipendenza affettiva.

In ambito lavorativo, le persone con disturbo istrionico possono eccellere in ruoli che richiedono carisma e presenza interpersonale, ma incontrare difficoltà in contesti che richiedono costanza, lavoro indipendente o comunicazione tecnica precisa. La tendenza ad annoiarsi facilmente e a cercare gratificazione immediata può portare a frequenti cambi di lavoro.

Percorsi terapeutici: cosa può aiutare

Il disturbo istrionico non è una condizione immutabile. La psicoterapia rappresenta il percorso principale e può lavorare su diversi livelli, a seconda dell’approccio scelto e delle esigenze della persona.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale offre strumenti concreti per identificare i pensieri automatici che alimentano i pattern disfunzionali — come la convinzione che senza l’attenzione dell’altro non si valga nulla. Attraverso tecniche di ristrutturazione cognitiva e l’esposizione graduale a situazioni in cui non si è al centro dell’attenzione, la persona può sviluppare maggiore tolleranza all’incertezza e modalità comunicative più dirette.

La psicoterapia psicodinamica esplora le radici profonde del disturbo, aiutando a comprendere come le esperienze infantili abbiano plasmato il modo di stare nelle relazioni. La relazione terapeutica stessa diventa un laboratorio di cambiamento: uno spazio in cui sperimentare modi diversi di entrare in contatto con l’altro senza ricorrere alla teatralità.

In alcuni casi, il lavoro terapeutico può integrare tecniche di mindfulness per sviluppare una connessione più autentica con i propri stati emotivi, imparando a distinguere tra ciò che si sente davvero e ciò che si mette in scena per l’altro.

Il supporto farmacologico non è specifico per il disturbo istrionico, ma può essere utile per gestire sintomi associati come ansia o depressione, che rappresentano comorbilità frequenti.

Fattori sviluppo disturbo istrionico

Strategie per la vita quotidiana

Accanto al percorso terapeutico, alcune pratiche quotidiane possono sostenere il cambiamento. Tenere un diario emotivo aiuta a osservare i propri stati interni senza reagire impulsivamente. Praticare la pausa — anche solo qualche respiro — prima di rispondere a uno stimolo emotivo permette di creare uno spazio tra l’emozione e l’azione. Lavorare sull’assertività significa imparare a esprimere i propri bisogni senza drammatizzarli e senza passare attraverso la seduzione o la performance.

Anche il coinvolgimento delle persone vicine può fare la differenza: familiari e partner che comprendono la natura del disturbo possono offrire un supporto più equilibrato, evitando sia il rinforzo dei comportamenti disfunzionali sia la critica che alimenta il ciclo di insicurezza.

Quando chiedere aiuto

Se quello che hai letto ti riguarda — o riguarda qualcuno a cui tieni — sappi che riconoscersi è già un passo importante. Il disturbo istrionico può generare una sofferenza silenziosa, nascosta dietro un’apparenza di vivacità e sicurezza. Ma sotto la performance c’è spesso una domanda semplice e profonda: esisto anche quando nessuno mi guarda?

Un percorso di psicoterapia può aiutare a trovare una risposta diversa a questa domanda — una risposta che non dipenda dallo sguardo dell’altro. Se desideri orientarti, puoi richiedere un colloquio di orientamento: uno spazio per capire insieme se e come un percorso terapeutico può esserti utile. Scrivici — con una prescrizione medica, le sedute possono essere rimborsate dalla LAMal, fatte salve franchigia e supplemento.

A cura della Redazione MindSwiss — MindSwiss.ch

Bibliografia

Manuali diagnostici e fonti cliniche

Epidemiologia

  • Morgan TA, Zimmerman M (2018). Epidemiology of personality disorders. In Handbook of Personality Disorders: Theory, Research, and Treatment, 2nd ed. (Livesley WJ, Larstone R, eds.), pp. 173–196. New York: The Guilford Press.
  • Zimmerman M, Rothschild L, Chelminski I (2005). The prevalence of DSM-IV personality disorders in psychiatric outpatients. American Journal of Psychiatry, 162(10), 1911–1918.

Dati svizzeri

Letteratura di approfondimento citata nella ricerca

  • French JH, Shrestha S (2021). Histrionic Personality Disorder. In StatPearls. Treasure Island, FL: StatPearls Publishing.
  • Nestadt G et al. (1990). An epidemiological study of histrionic personality disorder. Psychological Medicine, 20(2), 413–422.
  • Bakkevig JF, Karterud S (2010). Is the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, histrionic personality disorder category a valid construct? Comprehensive Psychiatry, 51(5), 462–470.
  • Kernberg OF (1975). Borderline Conditions and Pathological Narcissism. New York: Jason Aronson.

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